Bologna, 12 ottobre 2026 — Tremila piatti di ceramica per raccontare un'assenza che pesa sulla vita di milioni di persone. Sabato prossimo, 17 ottobre, Piazza Maggiore cambierà volto e il suo Crescentone diventerà una gigantesca opera di pixel art urbana dedicata alla lotta contro la fame nel mondo. L'iniziativa si chiama ‘Riempi il Piatto Vuoto’, è promossa da Cefa insieme alla Fondazione Terraperta in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione e porterà nel cuore di Bologna l'installazione ideata dall'illustratrice Felicita Sala.
Il programmaDalle 9 alle 18.30, cittadini, volontari e associazioni contribuiranno alla realizzazione dell'opera collettiva, trasformando uno dei luoghi simbolo della città in uno spazio di partecipazione e sensibilizzazione. Ogni piatto diventerà un tassello di un'immagine più grande, ma anche il simbolo di un diritto fondamentale che ancora oggi non viene garantito a tutti. Ai quattro angoli dell'installazione saranno presenti volontari pronti a coinvolgere i passanti in un percorso interattivo per spiegare le cause della fame: dai cambiamenti climatici ai conflitti armati, fino alle disuguaglianze economiche e sociali.
Il progetto riguarda l’UgandaL'obiettivo è mostrare come la mancanza di cibo non rappresenti una condizione inevitabile, ma sia spesso la conseguenza di squilibri sui quali è possibile intervenire. Per questo la manifestazione unirà sensibilizzazione e solidarietà concreta, con due destinatari: una comunità africana particolarmente vulnerabile e le persone in difficoltà che vivono a Bologna. Il progetto internazionale scelto per il 2026 riguarda la regione del Karamoja, in Uganda, dove la sopravvivenza di molte famiglie dipende dall'agricoltura domestica e dalla pastorizia.
Qui lunghi periodi di siccità si alternano a inondazioni violente, compromettendo raccolti e risorse naturali. La necessità di utilizzare legna da ardere contribuisce al progressivo impoverimento delle foreste e dei terreni, mentre l'acqua potabile resta difficilmente accessibile. A complicare ulteriormente la situazione è la scarsità di sementi capaci di resistere alla siccità. Per sostenere gli interventi è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma Ideaginger.
Le scatole di alimenti in piazzaL'attenzione, però, resterà puntata anche sulle fragilità cittadine. Durante la giornata, mense solidali, associazioni e aziende impegnate nell'assistenza alimentare avranno a disposizione un palco per raccontare le proprie attività. Arriveranno inoltre in piazza, grazie alle cargo bike dell'associazione Salvaiciclisti, le scatole di alimenti non deperibili raccolte nelle settimane precedenti. I prodotti saranno poi distribuiti alle mense bolognesi aderenti all'iniziativa, offrendo un aiuto concreto a chi fatica a soddisfare i bisogni quotidiani.
"Prendersi cura della sicurezza alimentare di una comunità non è un atto di carità, ma di responsabilità collettiva verso una casa comune", sottolinea Francesco Tosi, presidente di Terraperta. "Nel mondo il cibo non manca: a mancare sono equità e giustizia climatica". Ogni piatto, aggiunge, rappresenta un impegno condiviso che collega Bologna alla Karamoja. L'appuntamento segna anche il debutto pubblico della Fondazione Terraperta, nata l'8 settembre dall'unione di sei realtà storiche della cooperazione internazionale: Cefa, No One Out, Amici dei Popoli, Cmsr, Missione Calcutta e Apurimac. Una nuova organizzazione che sceglie proprio piazza Maggiore per presentare alla città il proprio impegno contro la povertà alimentare.