Bologna, 28 febbraio 2026 – Da 50 anni lo si vede ogni mattina e ogni sera dietro al bancone in marmo del suo negozio in via Petroni 9a, che tra 3 anni compirà 70 primavere, essendo stato rilevato dai genitori nel 1959.
Stefano Delfiore, classe 1956, è cresciuto lì, tra damigiane di vino, zucchero e spezie, all’Antica Drogheria Calzolari – chiamata dal padre col cognome della madre – e ha visto scorrere tanta storia di Bologna, tanti brindisi, chiacchiere fitte, Umberto Eco coi suoi studenti appena finite le lezioni, ma anche personaggi della musica, come Fabio Testoni degli Skiantos, meglio noto come ‘Dandy Bestia’, che si poteva vedere facilmente capitare lì all’ora dell’aperitivo.
Adesso la clientela è fatta di fedelissimi che si concedono un buon bicchiere di vino e anche di champagne (le sue etichette sono di piccole e selezionate aziende) o di chi vuole fare l’experience molto bolognese in una delle botteghe più storiche sotto le Due Torri tra bottiglie (spesso ottime proposte per qualità/prezzo) e delikatessen, che continua a cavalcare la scena del commercio come se non ci fosse un domani. Stefano Delfiore è il titolare dell’Antica Drogheria in società con la cognata e i tre nipoti (una lavora in negozio) e, “un po’ stanchino” dopo tanti anni, dice che “potrebbe anche vendere se qualcuno fa una buona offerta e se quel qualcuno mi piace”. Ma per ora continua il suo tran tran quotidiano (prima stava tanto in piedi, ora sta seduto, lascia la standing ovation ai due commessi affezionati) sognando un’isola greca e la poesia.
Le origini negli anni Sessanta: vino e olio sfusi tra canditi e spezieI genitori di Delfiore avevano rilevato il bar-droghe, così si chiamava prima, nel 1959 . Allora non c’erano ancora le bottiglie di vino dei produttori selezionati, c’erano le damigiane in uno stanzone nel retro, dove il piccolo Stefano andava a tirare il vino dal tubicino per poi imbottigliarlo. “La gente veniva in bottega con la bottiglia – ricorda Delfiore – e nel retro c'era una specie di ripostiglio grande, i sacchi di zucchero da 50 kg, i liquori, i canditi, le spezie con quell’odore di cannella che investiva l’ambiente, l’olio sfuso. Tanti prodotti sfusi insomma, un po' come dal salumiere trovavi le sardine esposte nella latta”. Tutte cose che oggi non vengono più vendute “tanto ci sono i supermercati”.
Umberto Eco e i calici di Antinori con gli studentiUmberto Eco – mancato 10 anni fa – è stato cliente fisso dell’Antica Drogheria Calzolari. Abitava in via Vinazzetti, poco lontano, e dopo le lezioni veniva qui a “far salotto con gli studenti”. “Una volta – rammenta l’oste Stefano – entrò uno sballatone, di quelli che frequentavano il bar Nazionale, dove oggi c’è la Feltrinelli in piazza Ravegnana, e si tira giù i pantaloni. Dalla Drogheria gli facevano arrivare la spesa a casa, che consisteva però in scatolette di Simmenthal per esempio. “Non mangiava molto bene” affiora il ricordo “e non era un bevitore ricercato, chiedeva sempre i bianchi di Antinori, vini medi”.
Il bancone in marmo e scaffali della farmaciaIl bancone è quello originale in marmo che fino ad un certo punto è stato aperto nel mezzo, sollevando la tavola in legno. Interessante la scaffalatura, che arriva dalla farmacia Aicardi all’angolo con via San Vitale. “Gli scaffali sono stati messi qui nel 1912 – racconta l’oste – li trasportò qui proprio Aicardi, così mi fu raccontato, e sono così belli perché li abbiamo sempre curati, gran olio di gomito per ingrassarli e farli brillare”.
Dormire (soli) in una torre medievale: il sogno di ogni turista diventa realtà alla PrendiparteGli anni Settanta e il cambio di marciaStefano Delfiore inizia a guidare la Drogheria nel 1976 e sono proprio gli anni Settanta che vedono pian piano la trasformazione della bottega “in qualcosa di più frou frou” come la definisce l’oste. “Per Natale iniziavamo a mettere tre panettoni lì, qualcos’altro là e col tempo abbiamo sempre più arricchito con prodotti selezionati, aziende eccellenti”.
Il futuro: gli affari vanno bene grazie ai fedelissimi clientiCome vede il futuro Stefano Delfiore? “Io sono molto stanco ma qui non si molla, io continuo a essere qui e pure mia nipote Silvia, poi i miei commessi che si trovano benissimo qui, non vogliono nemmeno sentir parlare di tirare giù la serranda, anche se ogni tanto qualcuno fa partire delle voci – afferma Delfiore, che sottolinea – Se qualcuno viene qua e dice che vorrebbe acquistare volentieri l’Antica Drogheria, noi gli rispondiamo che dipende se ci troviamo d'accordo nel prezzo”.
E aggiunge: “Gli affari vanno bene, resistono ai tempi, grazie a una clientela fedelissima”.