Bologna, 31 gennaio 2026 – Un’Università aperta a tutti. O meglio – spiega il Rettore dell’ateneo bolognese Giovanni Molari – un’università capace di spalancare le porte alla città e di creare opportunità preziose per un turismo intelligente e curioso. È questa la filosofia che sostiene il grande progetto, realizzato anche grazie ai fondi Pnrr, di riqualificazione del patrimonio culturale dell’Alma Mater incentrato sul rinnovamento dei suoi più illustri spazi storici.
Castelli e ville tra Bologna e Modena, 8 weekend culturali con visite guidate: ecco il calendario Accoglienza multimediale e vista sull’aula di CarducciDall’inaugurazione di una nuova Sala d’accoglienza al restyling del museo di Palazzo Poggi (ora direttamente collegato alla Biblioteca Universitaria) fino alla riapertura della Torre della Specola (dalla cui terrazza si gode un ineguagliabile panorama su Bologna) è stato creato per i visitatori un percorso che integra in modo perfetto il lascito del passato a soluzioni multimediali. «Allestimenti – dice la delegata al Patrimonio culturale Giuliana Benvenuti – che restituiscono pagine storiche in forma rinnovata».
Il turista, dunque, entrando dal portone di via Zamboni 33 si ritrova nella nuova sala multimediale battezzata Alma Mater dedicata alla storia dell’ateneo: qui, fra video e tavoli digitali, è possibile osservare anche la vicina Aula Carducci dove il premio Nobel teneva lezione.
Ulisse Aldrovandi, Laura Bassi, Luigi Galvani e i libri di MarsiliAl primo piano, si entra nel museo di quel prezioso ‘centro sperimentale’ che è stato ed è Palazzo Poggi. Un sistema di illuminazione per valorizzare le pitture murali cinquecentesche e strumenti digitali avanzati accompagnano il percorso che si snoda fra le testimonianze di Luigi Ferdinando Marsili e le collezioni legate alle figure di Ulisse Aldrovandi e Ferdinando Cospi (stupisce l’installazione che consente esplorare il codice di quest’ultimo). S’arriva così, dopo gli ambienti delle anatomie e delle cere, alla sezione della fisica dove è ricostruito un autentico laboratorio settecentesco ispirato a quelli di Laura Bassi e Luigi Galvani. Un valore fortemente simbolico assume ovviamente la riapertura del passaggio che consente l’accesso diretto alle sei sale monumentali della Bub. Qui è raccolta la straordinaria donazione di Marsili all’Istituto delle Scienze così come quella di papa Benedetto XIV che fece poi confluire altri fondi.
La torah e la vista mozzafiato su BolognaTra le gemme, il più antico rotolo conosciuto della Torah che la tecnologia consente di indagare su schermo; tra le curiosità lo spazio dedicato al poeta e artista dialettale Olindo Guerini che di queste sale fu direttore fra ‘800 e primo ‘900. Il cammino termina nella monumentale aula magna della Biblioteca datata 1756, non prima di aver offerto allo sguardo la straordinaria ‘Tabula Armenica’ mappa realizzata a Costantinopoli nel 1691.
Riapre finalmente il museo della Specola ospitato su più piani della Torre astronomica costruita a inizio ‘700 dal Marsili. La visita (qui l’allestimento è di Paolo Capponcelli di Panstudio mentre quello di Palazzo Poggi è di Cesare Mari) parte dal quarto, dove sono conservati i lavori dell’astronomo Guido Horn d’Arturo. Oggi (dalle 14 alle 20) e domani (10 alle 18) ingresso gratuito. Poi aperture a orari diversi.