Pieve di Cento (Bologna), 17 giugno 2026 — Non è solo una festa di paese, ma un rito che si rinnova ogni estate. Torna la Sagra del maccherone al pettine, giunta alla sua 36ª edizione, in programma nei due fine settimana dal 26 al 28 giugno e dal 3 al 5 luglio.
Un appuntamento che per Pieve di Cento, nel Bolognese, è una tradizione gastronomica tra lavoro artigianale e convivialità. Nel cuore dell’estate pievese, la manifestazione si conferma uno degli eventi più attesi del territorio, capace di richiamare residenti e visitatori da tutta la provincia e oltre. Il protagonista assoluto è il maccherone al pettine, simbolo di una cucina che non ha mai smesso di essere fatta a mano, con pazienza e gesti antichi tramandati di generazione in generazione.
Dietro ogni piatto ci sono le mani delle sfogline di paeseLa preparazione segue ancora oggi una ritualità precisa. La sfoglia viene stesa rigorosamente a mattarello, senza scorciatoie industriali, poi tagliata in piccoli quadrati che vengono arrotolati su un bastoncino e passati sul “pettine”, lo strumento in legno un tempo utilizzato nei telai domestici. È proprio questo passaggio a imprimere alla pasta la sua caratteristica rigatura, segno distintivo e orgoglio locale. Dietro ogni piatto servito alla sagra ci sono le mani di sfogline e sfoglini del paese, custodi di un sapere che non si misura solo in ricette, ma in gesti precisi e ripetuti nel tempo. Un patrimonio che la manifestazione vuole proteggere e valorizzare, trasformando la cucina in racconto culturale condiviso.
Dal ragù fino alla crema di asparagiIl menù proposto durante le serate, ospitate nella sala polivalente di via Cremona 62, è un viaggio nei sapori della tradizione emiliana. I maccheroni al pettine vengono serviti con diverse varianti: ragù classico, ragù con piselli, prosciutto oppure crema di asparagi. Accanto ai primi, non mancano secondi piatti tipici e dolci della tradizione locale, in un’offerta pensata per valorizzare la cucina del territorio in tutte le sue sfumature. La formula resta quella consolidata: buona cucina, socialità e volontariato. La sagra è infatti organizzata grazie all’impegno della comunità locale, che ogni anno trasforma l’evento in un grande lavoro collettivo, dove la dimensione gastronomica si intreccia con quella sociale.
La manifestazione continua a crescere negli anniNon è un caso, così, che la manifestazione continui a crescere in partecipazione. Negli anni è diventata un punto fermo del calendario estivo, capace di unire generazioni diverse attorno allo stesso tavolo, tra chi ricorda le ricette di famiglia e chi le scopre per la prima volta. Per partecipare è consigliata la prenotazione, possibile telefonicamente o tramite messaggi WhatsApp ai numeri indicati dall’organizzazione. Aggiornamenti e programma completo sono disponibili anche sui canali social della Pro Loco di Pieve di Cento, cuore operativo della manifestazione.