Bologna, 17 febbraio 2026 – Martedì 17 febbraio, la folta comunità cinese che incrocia la sua vita tra la via della seta e i portici festeggia il Capodanno Cinese. Saranno moltissime le feste private (alle quale non è facile essere invitati a meno che non si conosca il padrone di casa) ma c’è anche qualche evento pubblico al quale ci si può aggregare. E comunque, chi vuole sperimentare, può adeguarsi a una fitto reticolato di regole e di tradizioni che servono a condire una grande festa.
Matteo Lee dopo Masterchef: “Cucinare mi aiuta a capire la gente”Il concerto al Teatro MazzacoratiPer salutare l’arrivo dell'anno del Cavallo di fuoco, Bologna si prepara a festeggiare con concerti ed esibizioni. Al Teatro Mazzacorati 1763, a partire dalle 17 di martedì, giovani cantanti e musicisti madrelingua cinesi del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna rendono omaggio al nuovo anno con canzoni cinesi, accompagnate da strumenti tradizionali. Al pianoforte il Maestro Alceste Neri. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria e donazione facoltativa.
Danza al Duse con la Beijing Academy Chinese Classical Dance CompanyMercoledì 18 febbraio al teatro Duse, invece, la Beijing Academy Chinese Classical Dance Company darà vita a “Celeste Armonia”, uno spettacolo di danza classica cinese che unisce poesia, pittura, filosofia e mito in un viaggio attraverso la storia e la spiritualità della Cina che conduce il pubblico in un percorso emozionante attraverso oltre duemila anni di storia. Lo spettacolo si articola in due parti, ognuna delle quali esplora differenti dimensioni dell’estetica e del pensiero tradizionale cinese. La prima è dedicata al dialogo tra danza, arti figurative e letteratura, mentre la seconda mette in luce l’energia, il virtuosismo e la forza simbolica della danza classica cinese.
Palazzo Re Enzo illuminato di rosso e festa in piazza MaggioreOggi, martedì 17 febbraio, Palazzo Re Enzo sarà illuminato di rosso come segno di partecipazione e condivisione della Festa di Primavera con la comunità cinese della città. A partire dalle ore 20 e fino all’1 del mattino del 18, la comunità cinese organizzerà piccoli festeggiamenti in Piazza Maggiore, aperti alla cittadinanza.
"La comunità cinese rappresenta una componente vitale e dinamica della nostra città”, ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore, che ieri ha ricevuto a Palazzo d’Accursio una delegazione della comunità cinese cittadina guidata dal Presidente dell’Associazione Cinese in Emilia-Romagna, Cai Huanzhong. “Il dialogo e la collaborazione costruiti in questi anni – ha aggiunto il primo cittadino – sono la base per sviluppare nuovi progetti comuni, nel segno dell’inclusione, della crescita condivisa e del rispetto reciproco. Celebrare insieme la Festa di Primavera significa rinnovare un legame importante per Bologna e per tutta la sua comunità. Rivolgo i più sinceri auguri alla comunità cinese per queste giornate di festa".
Come si festeggia il Capodanno capodanno cinese 2019 festa delle lanterne anno del maialeI festeggiamenti si protraggono per 15 giorni, dalla cena della vigilia fino alla Festa delle lanterne (quest’anno il 3 marzo), che segna il passaggio al nuovo anno. Come per la nostra Pasqua, la data varia ogni anno: il Capodanno lunare si celebra tra gennaio e febbraio seguendo il calendario lunisolare basato sulle fasi della luna e del ciclo agricolo. La Festa della Primavera, come viene spesso chiamato, coincide con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno e simboleggia il momento in cui la natura si risveglia preparandosi ad accogliere il nuovo anno.
I piatti tipici in tavolaI festeggiamenti sono caratterizzati da diversi piatti tipici, primo tra tutti il pesce. Il motivo è di natura linguistica: in cinese la parola pesce si pronuncia come abbondanza. Il pesce deve essere servito intero e, secondo la tradizione, non va finito completamente. Lasciare qualcosa nel piatto significa augurarsi maggiore fortuna anche per l’anno che inizia. Le cotture preferite sono al vapore o in umido, proprio per preservarne l’integrità. Non possono poi mancare i jiaozi: ravioli che diventano veri e propri amuleti. La loro forma ricalca gli antichi lingotti d’oro e d'argento; la leggenda è chiara: più ne mangi, più il tuo conto in banca sorriderà nell'anno a venire. Accanto, gli involtini primavera non sono semplici appetizer, ma simboli di opulenza. Anche il pane si fa scultura con i mantou, soffici panini al vapore che, quando accolgono un ripieno, diventano i celebri baozi. Per l'occasione, vengono modellati come fiori o animali portafortuna, con un imperativo categorico: se ne prepara uno per ogni membro della famiglia.
Ma il vero banco di prova per il commensale sono i mian tiao, i noodles della longevità. Lunghi, elastici e rigorosamente integri. Spezzarli con i denti o con le bacchette è il tabù definitivo. La loro continuità rappresenta una vita senza interruzioni brusche. Serviti in brodi chiari di pollo o verdure, profumati con shiitake (fungo di origine asiatica) e zenzero, vanno consumati seguendo il galateo orientale: risucchiandoli con un rumore che è, di per sé, un inno al gusto e alla vita. Si passa poi al pollo, che sia laccato alla soia o cotto al vapore, arriva in tavola intero. È un richiamo visivo all'unità familiare e alla continuità del lignaggio. Viene accompagnano con i germogli di bambù, e il fat choy, un’alga nera essiccata tipica della tradizione cantonese.
I dolci che non possono mancare Traditional Homemade Chinese Peanut Cookies on Vintage Glass Plate. Top viewNon sarebbe una vera cena se non finisse con i dolci. La protagonista è la Niangao, torta di riso glutinoso il cui nome augura un anno "più alto" in termini di carriera e studi. Accanto compaiono le Fa gao, tortine che si aprono in cottura a rappresentare la fortuna in espansione. Per chi cerca la delicatezza, ci sono le Tangyuan, ovvero polpette di riso in sciroppo zuccherato che, con la loro forma sferica, richiamano l'armonia familiare. Il pasto si chiude con agrumi (mandarini, arance, pomeli), scelti per il colore dorato e la forma piena. Gli avanzi non sono un tabù: restano in tavola a testimoniare che l’abbondanza ha superato la necessità.