Bologna, 19 marzo 2026 – Maurizio Ferrini lancia il ‘fucsia crime’ con protagonista la Signora Coriandoli che indaga a Fano, nel romanzo ’A Carnevale ogni omicidio vale’ (ed Solferino). L’attore cesenate classe 1953 è diventato famoso nel 1985 nella trasmissione ’Quelli della Notte’ di Arbore e Porcelli, come venditore di Pedalò e Veterocomunista e poi negli anni Novanta ’en travesti’ con la signora Emma Coriandoli, parodia della casalinga media italiana. La sua frase “non capisco ma mi adeguo” è diventata cult. Oggi alle 18 sarà in Salaborsa a Bologna, nell’ambito della rassegna La voce dei libri con Giovanni Fabiano, co-autore del giallo.
Cos’è il ‘fucsia crime’ signor Ferrini?
“Deriva dal fatto che il giallo sbatte un po’ la signora Coriandoli, il suo colore è il fucsia, che ha un senso, perché contiene vari colori, il rosa, il rosso, colori ottimistici. Insomma, è un noir ma diverso perché ha delle note di costume, è un po’ sopra le righe, con dei tocchi surreali”.
Lei è un appassionato di gialli, come diciamo qui in Italia?
“Amo il giallo, una definizione inventata da Oreste del Buono, un mio grande amico, con la celebre collana dei Gialli Mondadori. Voleva fare una serie di noir, ma sapeva che in Italia c’era un po’ di arretratezza rispetto alla definizione, allora lanciò questa serie di polizieschi e thriller con la copertina giallo canarino. Comunque sono appassionato di tutto, passo il mio tempo a studiare”.
Qual è il metodo investigativo della Signora Coriandoli e perché ha scelto Fano?
“Si affida al fiuto, agli indizi, ma li elabora a modo suo e paradossalmente arriva prima degli altri. La sua testa è fucsia, ha una capacità di analisi trasversale. Abbiamo scelto Fano perché Giovanni Fabiano ci vive e dovendo collocare un delitto a Carnevale, abbiamo scelto quello più antico d’Europa che è proprio a Fano, la più importante città romana fuori da Roma, dove ci sono più rovine. A tal proposito sottolineo che la Coriandoli ha dato l’anticipazione del ritrovamento della Colonna Vitruviana prima che Paolo Clini, il vero scopritore e nostro caro amico, lo annunciasse a febbraio. Il libro è stato stampato in dicembre...”.
Quando nasce la Signora Cordiandoli?
“Alla fine degli anni Settanta in Romagna, io parlavo in dialetto. A fine anni Ottanta vedevo che le persone si appassionavano, l’ho fatta parlare in italiano e ho capito che le Coriandoli sono dappertutto, lei ha tutte le furbizie della donna e che spesso la donna non utilizza. Oggi per me questo personaggio è un continuo studio, anche nel look seguito da Sara Guglielmi e Giovanna Guglielmi”.
Nel 2022 lei informò il suo pubblico che avrebbe avuto da Fabio Fazio uno spazio fisso all’insegna di amicizia e fratellanza in un tempo di follia dei governi: era appena iniziata la guerra in Ucraina. Oggi, però, è ancora peggio.
“Purtroppo l’umano non è in uno stato evolutivo molto elevato. Per me la fratellanza è fondamentale. Da un po’ di anni conosco da vicino la disabilità e ciò che le ruota attorno e ho capito che l’Italia deve molto aggiornarsi sulla questione del personale specializzato e dei progetti. Ho conosciuto questo mondo grazie a Sara Guglielmi, la mia manager: la nostra unione sancita civilmente, è vero esempio di amore fraterno, siamo una coppia di amici single che hanno deciso di fare famiglia e aiutarsi reciprocamente”.