Bologna, 7 marzo 2026 - Il New York Times è tornato a Bologna con il format '36 hours'. Una rubrica, della sezione travel, del noto quotidiano d'oltreoceano che porta i lettori in viaggio per le città del mondo con consigli su dove alloggiare, cosa visitare e dove fermarsi per guastare sapori unici, tappa per tappa.
Ed è di due giorni fa la pubblicazione dell'articolo '36 hours in Bologna', redatto dal giornalista Evan Rail, con le fotografie di Marta Giaccone.
L’evoluzione di Bologna tra storia, tradizioni e nuove sfide Bologna. Medieval city in Emilia Romagna in Italy Europe. Art and culture. Tourists from all over the world for Piazza Maggiore, Via Indipendenza, the leaning towers and the oldest university"È difficile immaginare Bologna come una città moderna o all'avanguardia — o forse persino soggetta allo scorrere del tempo - recita l'introduzione del pezzo -. Sede di una delle università più antiche del mondo, fondata nel 1088, questa città di poco meno di 400.000 abitanti nell'Italia nord-orientale prospera grazie alle proprie tradizioni. Per secoli ha attratto viaggiatori affamati che sognavano lasagne, tagliatelle al ragù, tortellini e mortadella, per non parlare degli appassionati di architettura che accorrono per ammirare le sue splendide piazze, i palazzi e le chiese, alcune delle quali risalgono al V secolo o anche prima. Eppure, all'ombra delle Due Torri — simbolo medievale della città attualmente chiuso per restauri — e lungo i suoi famosi portici, l’apertura di nuovi ristoranti, negozi e musei sta spingendo lo storico capoluogo dell’Emilia-Romagna verso direzioni nuove e stimolanti".
I luoghi imperdibili di Bologna secondo il New York TimesTanti, poi, i consigli che vengono elencati nella rubrica, suddivisi per sezioni. Tra le mete imperdibili della città ci sono Piazza Maggiore, Palazzo Pepoli e il mercato delle strette vie del Quadrilatero. Nel capitolo attrazioni imperdibili e attività all'aperto il Times elenca: la Pinacoteca, l'arte contemporanea della galleria Studio Cenacchi, il Museo dell'Ottocento, Museo della Musica, il Museo Civico Archeologico e la Torre dell'Orologio.
Ristoranti e bar a Bologna, i consigli del New York TimesNon può, poi, certamente mancare la sezione dedicata a dove bere e mangiare prodotti tipici del territorio. Tra le scelte del New York Times appaiono la storica Osteria del Sole di vicolo Ranocchi, Volare al Mercato delle Erbe, la bottiglieria Vinibelli, i Conoscenti e Caffè Pathè con sede al Modernissimo. Per mangiare Uno di Questi Giorni, Papparè, Bottega Portici, Mò! Mortadella Lab, Trattoria Da Me nella Torre, e, dulcis in fundo, le gelateria Gianni e la Sorbetteria Castiglione.
I negozi di Bologna: dove fare shoppingUna sezione della guida virtuale '36 hours in Bologna' è dedicata anche allo shopping: tappe imperdibili per il quotidiano newyorchese sono il negozio di abbigliamento vintage dei Fratelli Broche, Antonio Niero per stampe storiche e poster, Fitzroy per abbigliamento, arte e arredo, Lux in Art che vende antiche mappe di Bologna e stampe.
Bologna in tre giorni: dagli alloggi all’itinerario (DIRE) Bologna, 10 ott. - Allo stato attuale "non ci sono ritardi sulla Garisenda". A garantirlo è l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Bologna, Simone Borsari, rispondendo oggi in Consiglio comunale alle interrogazioni del centrodestra dopo le notizie sulla nuova torsione della torre e il vertice di ieri al ministero. "Qualcuno volutamente ha fatto confusione- attacca Borsari- sgombriamo il campo dalle falsità. Non ci sono ritardi sulla Garisenda, il termine del 2028 rimane invariato. Si parla solo di burocrazia legata al Pnrr". Le osservazioni sulla torre e i nuovi movimenti rilevati, infatti, hanno portato il team di esperti che si occupa della Garisenda a sottoporre al ministero "un nuovo cronoprogramma dei lavori- spiega l'assessore- che potrebbe incidere sulla rigidità delle procedure Pnrr". Per questo, nei prossimi giorni i tecnici del ministero e del Comune faranno ulteriori approfondimenti "per capire se rimodulare il finanziamento Pnrr, anche riducendolo". O addirittura rinunciandoci. Anche perchè il fondo europeo, essendo "soggetto a stringenti limiti temporali, non è adeguato" all'opera che si sta svolgendo sulla Garisenda, afferma Borsari, che prevede tra l'altro il "perfezionamento delle indagini e campagne di monitoraggio continuo". Questi elementi "suggeriscono di svincolare i lavori dalle scadenze amministrative- rimarca l'assessore- per la stessa natura dell'opera". Quello sulla Garisenda è, del resto, un "intervento delicato di messa in sicurezza di un simbolo della città", ricorda Borsari, per il quale è necessario "adottare le misure più efficaci e sicure per tutelare la torre e l'incolumità pubblica". Per questo ieri al ministero, "con il consueto spirito collaborativo- ci tiene a dire l'assessore- si è discusso delle modalità precauzionali con cui è necessario procedere durante i lavori, su cui non ci sono previsioni di ritardi". Anzi, "il progetto di messa in sicurezza rimane valido nella sua parte operativa". Occorrerà però "procedere con un metodo osservazionale- spiega l'assessore- previsto dalle norme tecniche, per garantire una continua verifica e controllo della torre tra la realtà e i modelli predittivi". L'obiettivo, prosegue Borsari, "è fare il bene della torre e procedere con la massima cautela, se serve anche rivedere il progetto. Ma allo stato non ci sono ritardi sui lavori. Se questo dovesse comportare la rimodulazione dei fondi Pnrr, che rappresentano solo una parte del finanziamento e neanche quella principale, sarà il Comune a far fronte ai necessari ulteriori investimenti". L'assessore va quindi all'attacco della sottosegretaria Lucia Borgonzoni, per i suoi commenti sulla stampa. "Non perde occasione di far notare quanto poco conosca il dossier Garisenda- sferza Borsari- il Comune ha già eseguito interventi rilevanti e più che adeguati, come la cintura di container e l'adattamento dei tralicci di Pisa", oltre alle attività di studio e monitoraggio. Il progetto per la messa in sicurezza della torre, "di cui Borgonzoni parla con la consueta superficialità, è un lavoro di alto valore tecnico- rivendica ancora Borsari- redatto e condiviso con alcuni dei massimi esperti internazionali in questo campo, che meritano rispetto e riconoscenza". Tutte le informazioni, inoltre, "sono sempre state condivise con la cittadinanza, il Consiglio comunale e il ministero, con cui c'è leale collaborazione. Pertanto le dichiarazioni di Borgonzoni danneggiano la sua reputazione, non quella dell'amministrazione. Noi siamo sul pezzo e lavoriamo tutti i giorni per la torre, il rispetto dei tempi e l'incolumità pubblica", conclude Borsari. Il centrodestra però non si fida. "Non ci sono risposte sul rischio crollo- contesta Manuela Zuntini (Fdi)- siete in ritardo di almeno otto anni, perchè già allora fu segnalato un problema di instabilità della torre, quando Lepore era assessore alla Cultura". Per la civica Samuela Quercioli, "Bologna merita maggiore chiarezza su lavori e tempi e anche nei confronti di tutti quei cittadini che vivono in nell'area della Garisenda". Bocciatura dal capogruppo della Lega, Matteo Di Benedetto: "Avete fatto male il vostro lavoro, siete indietro e non date risposte a chi vive e lavora nella zona. Perdere le risorse del Pnrr, recuperate dal Governo, sarebbe un danno per la città. Non basta dire che i soldi ci sono, perchè vengono dalle tasche dei bolognesi". (San/ Dire) 14:11 10-10-2Spazio anche per alcuni alberghi dove alloggiare: l'Hotel Corona d'Oro, I Portici, l'Hotel San Donato. Come si legge nell'articolo, poi: "Poco fuori dal cento storico, nei pressi di porta Santo Stefano e porta Saragozza, vari siti affittano appartamenti per brevi periodi".
L'articolo, poi, prosegue con un dettagliato itinerario, in cui si consiglia come suddividere, in tre giornate, tutte le bellezze che ci sono da vedere in città. Leggi qui l’articolo completo del New York Times su Bologna.