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Gelato gratis da Capo Nord, la festa per i 50 anni del locale: “Qui c’è ancora il gusto Malaga”

Bologna, 24 maggio 2026 – La gelateria Capo Nord di via Murri compie 50 anni e oggi, domenica 24 maggio, fa festa coi clienti che dalle 16 alle 19 avranno in omaggio un gelato.

Questo anniversario da nozze d’Oro è l’occasione per Massimo Calamelli, figlio dei fondatori Dante e Elda – che oggi ha quasi 94 anni - di ripensare a quando la gelateria nacque nel 1976, ed esisteva ancora la figura del gelatiere con le sue ricette segretissime che vendeva all’imprenditore cui faceva consulenza.

Massimo, classe 1966, entrò in gelateria a 13 anni, finite le medie "perché doveva”, qualche anno dopo i fratelli Stefano e Gloria, e anche se all’inizio non fu colpo di fulmine, poi si innamorò di questo mondo a 18 anni e da allora gli è rimasto fedele.

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/alba-apre-il-grande-corteo-5ed01ee6La figlia nello staff e il gusto ‘Elena’

Da 5 mesi è entrata a far parte dello staff anche la figlia Elena, 28 anni.

"Dopo aver fatto le sue esperienze - racconta Massimo - Elena mi ha chiesto di poter entrare in gelateria e io sono stato molto contento, perché a differenza di un tempo, quando i genitori spingevano per farti entrare nella loro azienda, io non ho costretto i miei figli. Però mi ha chiesto di creare un gusto per lei e così l’ho accontentata col gusto Elena a base di mascarpone con pesto di pinoli e pinoli, è costosissimo, perché i pinoli costano ancor più del pistacchio”.

https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cosa-fare/nuovi-ristoranti-fagsn4v1La storia dei gusti cult della gelateria Capo Nord

A proposito di pistacchio, il racconto che saccheggia la memoria di quei tempi in cui via Murri era tutta una passeggiata da e verso i Giardini Margherita e il quartiere era certamente più borghese, vira verso i gusti cult del Capo Nord. Qui è nato il primo gusto Bacio della regione. “C’era questo gelatiere di Mirandola, quindi modenese – racconta- che faceva questo gusto e la cosa interessante è che la Perugina ci diffidò perché si chiamava proprio Bacio Perugina, a quel tempo non c’era la consapevolezza che non si poteva usare il nome di un celebre brand e oggi, invece, i grandi marchi sono ben contenti se vengono scomodati per dare il nome a un gusto”.

E come si faceva il Bacio delle origini? “C’erano le nocciole che arrivavano nei sacchi di juta e che venivano tostate su un fornellino, così che quando mangiavi il gelato loro erano ancora caldine, oggi si acquistano già tostate, naturalmente, e vengono aggiunte a fine mantecazione".

Qui da Capo Nord, che originariamente stava dieci metri più in là dell’attuale civico 39/d, sono ancora in servizio le macchine verticali di marca Carpigiani, fuori produzione dal 1981, e naturalmente messe a norma. E si fa ancora il gusto Malaga, che in generale è caduto nell’oblio. Invece il pistacchio oggi è davvero richiesto da tutti, mentre un tempo era solo per i bambini, come ricorda Massimo.

“Un tempo mica esisteva – dice- o meglio, erano anacardi ricoperti da tantissimo colorante, erano fosforescenti e piacevano da matti ai bambini". Il mondo è cambiato, si sa, il cioccolato da un bel po’ non è solo più al latte ma anche fondente e il frappè non va più così di moda, però il pozzetto è tornato. Ma qualcosa resiste, incontrastato ovvero la panierina Passerini, che fa così tanto bolognesità! 

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