Bologna, 23 settembre 2026 – Lo si pensa, lo si sente dire per strada, le conversazioni iniziano spesso così: questo settembre è il miglior periodo dell’anno, in cui il grande caldo ha lasciato spazio a temperature più miti e perfette, che ispirano passeggiate o giri in bici verso il tramonto e la sera, per guardare la città con occhi – di nuovo e finalmente - innamorati. Bologna è piena di angoli incantevoli e i dehors – non sono solo nel quadrilatero, attenzione! - aiutano spesso a rendere la cornice di una grande bellezza. Perché pare che lì, tra quei tavoli sotto il cielo, la vita scorra più lenta e dolce. Stringendo un grande patto con ottime cucine. Ecco la nostra mappa.
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cosa-fare/souvenir-gastronomici-menu-6-chef-bologna-6e7c318fVicolo Colombinavicolo Colombina 5/b
Costeggi San Petronio e come per incanto ti ritrovi in un angolo dall’intensa atmosfera in vicolo Colombina, che dà il nome all’omonima trattoria. Garanti sono Massimiliano Poggi e Marco Canelli, insieme da un decennio ormai, innamorati della cucina delle nonne, con cotture lunghe, piene di amore e passione. La materia prima per questa cucina emiliana è una fissa. Con la lasagna bianca al ragù di cortile, i tortellini in crema di Parmigiano Reggiano di collina Rosola di Zocca, i tortellini in brodo di cappone, la rosetta di ricotta e spinaci in crema di parmigiano, salsa di pomodoro e olio al basilico. Tra gli antipasti cipolla bianca di Medicina IGP al forno, crema di Parmigiano “Rosola” e saba, lo sformatino di patate e mortadella, crema di Parmigiano Reggiano di collina “Rosola” di Zocca e balsamico di Modena e tra i secondi la cotoletta.
https://www.ilrestodelcarlino.it/fermo/cultura/benedetta-rossi-mamma-orto-bambine-cd8b5598Da Me nella TorreCorte Galluzzi 5/a
Un bolognese conosce la sua città, magari è stato sulla Torre degli Asinelli, ma forse, non ha mai mangiato dentro o all’ombra di una tal fortezza. Se poi il commensale è un turista, immaginiamo che l’esperienza sia ancora più forte. Chi l’ha mai vista dal vero una torre medievale? Succede quindi che in Corte Galluzzi, alla Trattoria da Me (sorella minore di quella in via San Felice), si possa fare questa “experience”. La vista del dehors è molto bella, come sospesa nel tempo, i tavolini dominati dall’imponente costruzione. Si gustano tortellini, tagliatelle, agnolotti ripieni di vitello brasato ma anche “controcorrente”, ovvero ravioli di rapa rossa ripieni di caprino, salmone affumicato e panna acida di papavero. Ma si ordinano anche le crescentine e qualcosa di esotico, come il pollo fritto con salsa di cocco ristretta di tom kha khai (un filo piccantina).
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cultura/gianni-morandi-film-dalla-tredici-pietro-xl3tr8n3Camera a Sudvia Valdonica 5
Uno dei possibili ingressi al ghetto ebraico di Bologna è vicolo Luretta, dove già si ammira il dehors di Camera a Sud (all’angolo con via Valdonica), un’istituzione in città, per quel che concerne il vino. Con le sue lucine, la bella insegna, l’enoteca con cucina che al suo interno ha libri e locandine di film, ha rappresentato una base della rivoluzione eno-gastronomica all’ombra delle Due Torri nei primi anni del Duemila, essendo stata fondata nel 2009 “dall’incosciente entusiasmo di Roberta e Lorenzo”, due amici appassionati di vino e cibo con l’obiettivo comune di dare una svolta alla propria vita. E che svolta! Poi hanno aperto Via con me in via San Gervasio (altro dehors delizia) e gestiscono il Cameo in piazzetta Pasolini della Cineteca.
Trattoria La Montanaravia Augusto Righi 15a
Una trattoria come quelle di una volta, devota ai sapori autentici della Bologna di una volta, guidata dall’oste e scrittore Filippo Venturi. Tortellini in brodo, tagliatelle al ragù, mousse di mortadella e prosciutto cotto, torta salata zucchine, porro e fontina, tortelloni di ricotta e limone al burro e Parmigiano.
A pochi passi da Piazza Maggiore, le Due Torri e la Finestrella di via Piella e tutto un fitto reticolo di viuzze splendide, La Montanara è perfetta per chi vuole vivere Bologna anche attraverso la sua gastronomia. E poi quel dehors sul marciapiede, sottolineato dalle lucine da festa di paese, che fanno risaltare il rosso della porta a vetri, creando un unico sguardo tra dentro e fuori.
Ristorante cinese La Rosavia Mentana 10a
Che posizione urbana particolare, quella del ristorante La Rosa, lì in via Mentana dal 1988. Il suo dehors costeggia la salita, coi tavolini semplici che d’estate sono una postazione strategica per guardare il passeggio verso via delle Moline. E’ un angolo caratteristico, sottolineato dalla scritta neon “La rosa”, e sappiamo quanto il neon faccia a livello di atmosfera, e dalle lanterne rosse. Poi c’è la cucina, il ricettario, naturalmente. Con quel menu di un tempo che ti racconta una storia della tradizione cinese, perché qui il senso gourmet ancora non è arrivato. Ed è un bene. Involtini primavera (ma anche vietnamita), shao mai, zuppa agropiccante, chele di granchio e anche pesce grigliato thai. Ma c’è anche il pollo con le mandorle e pure l’anatra alle spezie o alle arancia.
Botanica Labvia Battibecco 4c
Via Battibecco è una bella via del centro, non distante da San Petronio e piazza Maggiore e si notano tre dehors di altrettanti ristoranti. Raccolto e proseguimento dello spazio interno, curato con un bel design e atmosfera intima, è il Botanica Lab, devoto alla cucina plant-based. Una bella opzione nel regno del ricettario bolognese. Vellutata di stagione, pasta al farro bio fatta in casa con trafilatura al bronzo e nduja plant based non piccante, filetto millefoglio di patate plant based, crema con miso agli agrumi, salsa verde di aromatiche e porri croccanti, fiori di zucca ripieni di ricotta di mandorle, tartare saporita di pomodori freschi e secchi, melanzana farcita con stracciatella di anacardi, crema al basilico, pomodorini confit.
Marsalinovia Marsala 13d
E’ lì da sempre, dalla fine degli anni Novanta e prima era una sala da te’. Il Marsalino è “the place to be” per l’aperitivo (ai tempi fu davvero tra i primi a proporlo e fu anche un punto di ritrovo per la scena artistica bolognese dei comici e dei cantanti), diurno e notturno, e la sera il suo dehors è un richiamo, tutto illuminato, per chiacchiere fitte e anche cose da mangiare. Vini al calice, rossi, rosati, bollicine e Orange Wines (anche bottiglie, naturalmente) e un menu a base di pasta fresca (dai tortellini alle orecchiette), taglieri, cotoletta, polpette, crostoni.