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Dove vedere l’eclissi solare del 12 agosto a Bologna: da San Luca a Crespellano fino a Pianoro

Bologna, 10 agosto 2026 - Un luogo dove si veda il tramonto. Libero fino all'orizzonte. Secondo gli esperti è il posto ideale per osservare e ammirare l’eclissi totale di Sole che il 12 agosto 2026 attraverserà Groenlandia, Islanda e Spagna, dove il cono d’ombra abbandonerà la Terra al tramonto, poco oltre le Baleari, sul Mediterraneo. In poche parole: per chi è di Bologna una buona scelta potrebbe essere San Luca.

Un’ora, dalle 19.30 circa. Scegliete voi dove e come, basta che sia uno spazio aperto, con la visuale libera, senza alberi, palazzi o alture davanti ai nostri occhi. Ecco, sotto le Torri potrebbe non essere ideale per vedere l’eclissi. Una buona idea potrebbe essere fare una prova direttamente qualche giorno prima, per controllare l’effettiva visibilità del Sole al tramonto.

Il consiglio: salire a San Luca al tramonto

Tuttavia, da Bologna sarà possibile solo ammirare un'eclissi parziale, non totale. E terminerà con il tramonto regalandoci un Sole a falce che scende lentamente dietro l'orizzonte. Per questo motivo i luoghi migliori per osservare il fenomeno sono quelli da cui l'orizzonte di ponente è completamente libero, come ad esempio San Luca. Non si vedrà però la corona solare, come invece accadrà nella fascia di totalità che attraverserà alcune zone dell'Atlantico e della Spagna. Le regioni italiane più favorite saranno quelle settentrionali tra cui rientra anche l'Emilia Romagna dove il disco solare sarà oscurato per più del 90% (92% a Bologna).

Gli eventi in Pianura: Lippo e Crespellano

Infatti un altro consiglio degli esperti è quello di spostarsi nelle località di pianura, come ad esempio al Lippo dove alle 20.21 si potrà vedere una copertura al 92,60% o a Crespellano dove, alla stessa ora, l’oscuramento raggiungerà il 92,64%. E l’appuntamento è alle 19 all’Osservatorio in vicolo Baciadonne 1, con l’evento “Oltre il cielo: l’eclissi totale in diretta dalla Cupola”.

Il velodromo di Pianoro: naso all’insù con gli occhialini

Un altro evento è al velodromo di Pianoro (via del Lavoro 34) con una conferenza dei divulgatori scientifici dell’associazione Sofos e di INAF e l’osservazione del fenomeno con gli occhialini. Per realizzare una mappa di visibilità del genere occorre un modello digitale del terreno su cui eseguire il ray-tracing, tenendo conto della curvatura terrestre (per gli ostacoli lontani, che al Sole radente contano) e, soprattutto, della rifrazione atmosferica – che all’orizzonte vale circa mezzo grado, quindi paragonabile al diametro stesso del disco solare.

Per la misurazione del fenomeno, si è rivelato fondamentale Tinitaly, un modello digitale di elevazione (Dem) ad alta risoluzione del territorio italiano. Creato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), offre la morfologia del territorio italiano una griglia continua con una risoluzione di 10 metri per pixel.

Anche se dall'Italia non vedremo un'eclissi totale, avremo la possibilità di osservare un fenomeno davvero particolare.

 

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