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Events in town

Art City, 8 eventi imperdibili di oggi a Bologna: fotografia su seta, graffiti, visioni

Se ancora non siete riusciti a orientarvi tra gli oltre 300 appuntamenti di Art City, ecco qui il primo di tre itinerari artistici per il lungo weekend in giro per la città, tra gallerie, palazzi, musei.

Già da qualche giorno, inoltre, al Modernissimo è iniziato ‘Art City Cinema’ curato dalla Cineteca, un percorso per indagare le feconde intersezioni tra cinema e arte.

Dai graffiti di Geco, tra azione e trasgressione, all’opera totale di Galeazzo Nardini e la sua ‘Arte sciopero’; dagli scatti familiari e impegnati di Mimmo e Francesco Jodice a quelli dirompenti di Oliviero Toscani; dalla memoria poetica degli oggetti di Robert Kusmirowski al mondo visionario e irriverente di Bonvi.

Pistoletto a Palazzo Boncompagni

Palazzo Boncompagni è sempre un luogo suggestivo con mostre che lasciano il segno. Per Art City ospita la mostra ‘Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte’, a cura di Silvia Evangelisti.

Sotto questo titolo si snoda un percorso che comprende opere storiche e progetti che attraversano oltre sessant’anni di ricerca dell’artista centrati sul rapporto tra arte, società e politica.

Il progetto si inserisce nel rapporto avviato tra Pistoletto e Palazzo Boncompagni nel 2021 con la mostra Gregorio XIII e Michelangelo Pistoletto. Dal Rinascimento alla rinascita, che segnò l’apertura del Palazzo alla città e a un programma dedicato all’arte contemporanea.

Con questa mostra Palazzo Boncompagni ospita non solo una retrospettiva di opere, ma un dispositivo attivo che mette in relazione arte, pubblico e dibattito contemporaneo, attraverso un programma che prosegue per l’intera durata dell’esposizione.

Chalisée Naamani all’Esprit Nouveau per Furla

Si rinnova dal 6 all’8 febbraio la collaborazione tra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo curato da Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione.

Dopo gli interventi del collettivo Public Movement (2023), delle artiste Daniela Ortiz (2024) e Adelaide Cioni (2025), l'artista scelta per la prossima edizione è Chalisée Naamani, classe 1995, francese. La pratica di Chalisée Naamani si distingue per un approccio trasversale che attraversa pittura, scultura, moda e tecnologia, combinando linguaggi e materiali eterogenei.

Wardrobe (2025) è un progetto inedito pensato appositamente per il Padiglione de l’Esprit Nouveau, e coniuga un intervento architettonico site-specific con un’azione performativa che vede l’artista coinvolta in prima persona.

Ispirandosi alla duplice natura del Padiglione — manifesto degli ideali modernisti e prototipo della ‘machine à habiter’ (macchina per abitare) di Le Corbusier — Naamani trasforma l’edificio in una sorta di grande guardaroba, con vestiti concepiti come dipinti o sculture, dunque non destinati ad essere indossati.

Presenterà un’opera inedita che intreccia performance, scultura e installazione, trasformando in un caleidoscopico intreccio di simboli, materiali e immagini il Padiglione de l’Esprit Nouveau, all’interno del quale mette in scena la quotidianità attraverso l’atto di stirare. Venerdì 6 febbraio dalle 12 alle 18.

Sabato 7 febbraio alle ore 12, 16 e 18, mentre domenica 8 febbraio alle ore 12 e 15. Non è necessario prenotare e l’ingresso è gratuito per tutti. Basta solo mettersi in fila. Durata performance: 80 minuti circa.

L’Eden di chiffon e seta di Anna Caterina Masotti

Dopo ‘Thea Maris. Risonanze del Mare’, Anna Caterina Masotti torna a Bologna nell'ambito di Art City Bologna 2026 con il patrocinio di Azimut, con un progetto inedito che si svilupperà negli spazi dello splendido Palazzo Tubertini, sede bolognese di Azimut Capital Management SGR SpA.

Il suo nuovo lavoro si intitola ‘Eden. Il Giardino dell’anima’. L’Eden che Anna Caterina prova a scoprire e a portarci è un luogo dove uomo e natura, corpo e materia si ascoltano in silenzio. Nel punto in cui si sfiorano accade qualcosa, una forma viva prende respiro. Le immagini non raccontano una storia, ma una soglia: un luogo dove la percezione diventa presenza e dove l’umano non domina, ma accoglie.

Questo percorso trova la sua più compiuta sintesi concettuale e visiva nella sala principale di Palazzo Tubertini, ambiente, caratterizzato da ampie vetrate in ferro battuto, da un soffitto che richiama l’architettura di una serra e da colonne decorate, evoca con forza l’atmosfera dei Giardini d’Inverno vittoriani e Liberty.

Un luogo sospeso tra interno ed esterno, tra natura e architettura, che diventa metafora visiva ed emotiva del progetto espositivo. Le foto, come da tratto distintivo di Anna Caterina, sono stampate su chiffon in seta con ricami in Lurex color oro a creare dei piccoli e delicati contrappunti all'interno dell'immagine. La mostra presenta diciassette opere fotografiche, un numero carico di significati simbolici. È tradizionalmente associato alla speranza, alla trasformazione spirituale, alla realizzazione del desiderio e all’immortalità dell’anima.

Da Victor Fotso Nyie a Fiorenza Pancino, collettiva sull’identità a Palazzo Pepoli

La mostra, parte del percorso diffuso ‘do ut do’ presenta il lavoro di sei artisti che indagano il tema dell’identità in modi diversi e da differenti prospettive. Victor Fotso Nyie lavora con la scultura realizzando spesso ritratti figurativi, in cui l’iconografia classica della statuaria africana si fonde con immagini che evocano personaggi di fantascienza.

Geraldina Khatchikian realizza dipinti in cui è solita esplorare il tema del ritorno al passato e della memoria. Nelle opere di Fiorenza Pancino, l’identità invece, non è mai qualcosa di fisso o definito: è un processo in trasformazione, fatto di ricordi, emozioni, fragilità e scoperte.

I lavori di Stefano W. Pasquini costituiscono un insieme di suggestioni pittoriche, fotografiche, scritti e disegni che comprendono riflessioni, attivismo politico, grafica pubblicitaria e azioni.

Lorenzo Puglisi attinge agli schemi compositivi dell’immaginario pittorico collettivo, li destruttura per restituirli con una lettura nuova e originale. Le sue immagini non sono statiche ma forme in divenire, che chiedono un completamento percettivo e mentale dal visitatore.

Giorgia Severi è un’artista multimediale che si occupa principalmente di ecologia e tematiche ambientali, riflettendo sulle conseguenze dell’antropizzazione. Lavora con scultura, installazioni, frottage, disegno e pittura, video e sound field recordings.

E’ possibile visitare la mostra nei seguenti giorni e orari: venerdì 6 febbraio: dalle 10 alle 19; sabato 7 febbraio dalle 10 alle 24, e domenica 8 dalle 10 alle 18

L’arte di Mattia Moreni al Mambo

Con l’apertura delle prime tre mostre a Bagnacavallo, Forlì e Santa Sofia, il grande progetto Mattia Moreni. Dalla formazione a ‘L’ultimo sussulto prima della grande mutazione’ - il più esteso mai dedicato all’artista - ha già preso pieno slancio, rivelando al pubblico la forza e l’attualità di una delle voci più originali e irrequiete dell’arte italiana del secondo dopoguerra.

Promosso da ‘Associazione Mattia’, curato da Claudio Spadoni e sviluppato in cinque sedi museali tra la Romagna e Bologna, il percorso attraversa quarant’anni di ricerca affrontati con un linguaggio in continua mutazione, sempre refrattario a etichette e appartenenze.

Arriva ora al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna dove è allestita la mostra che riprende e reinterpreta la celebre antologica curata da Francesco Arcangeli negli anni Sessanta, un capitolo fondamentale nella storia critica di Moreni.

Il museo rievoca infatti la grande esposizione del 1965 organizzata allora alla Galleria d’Arte Moderna (oggi MAMbo), che segnò la prima personale dell’artista in un’istituzione pubblica. La mostra offre una lettura aggiornata di quel momento decisivo, mettendo in dialogo la visione di Arcangeli con nuove prospettive sul lavoro di Moreni.

‘Screen Life’ di Flavio de Marco a Villa delle Rose

Da vedere a Villa delle Rose la mostra Screen Life, personale dell'artista Flavio de Marco, curata da Lorenzo Balbi e realizzata in collaborazione con Galleria Studio G7.

La ricerca di Flavio de Marco (Lecce, 1975) indaga lo schermo come nuovo paesaggio del contemporaneo, muovendosi tra i vari generi della pittura: le opere attraversano figurazione e astrazione per rappresentare l’esperienza dello spazio riconfigurato dalla nuova società digitale.

Il progetto espositivo, ideato appositamente per gli spazi di Villa delle Rose, attraversa ventisei anni di attività dell’artista offrendo una lettura estesa della sua ricerca pittorica che sancisce il passaggio epocale dalla vita analogica a quella digitale.

Nelle prime tele dedicate alle schermate del computer, de Marco ravvisa l’esperienza del nuovo paesaggio contemporaneo ridefinendo la percezione del reale. Negli anni questo spazio ha continuato a rappresentare per l'artista il campo di ricerca privilegiato attraverso cui indagare soggetti differenti che spaziano dalla natura morta al ritratto, generi pittorici in cui l’esperienza del reale diventa proiezione in uno spazio immateriale.

‘Street View’ di Eron a Magazzeno Art Gaze

Sempre ricca di spunti la scelta delle mostre da Magazzeno in via Testoni 5/e presenta ‘Street View’, la mostra personale di Eron (Rimini, classe ’73), che ha partecipato alla Biennale di Venezia ed è considerato uno tra i più dotati e virtuosi interpreti dell’arte figurativa e della pittura contemporanea internazionale (Enciclopedia Treccani), nonché uno dei più noti esponenti del graffitismo italiano e dell’arte murale urbana a cavallo tra XX e XI secolo.

Viene presentata per la prima volta l’ultima ricerca dell’artista, un ciclo di opere raffiguranti paesaggi, sentieri e luoghi silenziosi; varchi ispirati a paesaggi esistenti – individuati viaggiando con Google Street View – dove le persone in fuga da guerre, ecocidi e genocidi sono passate in cerca di una meta ancora sconosciuta. Le urgenze sociali contemporanee sono al centro dell’opera di Eron, ma mai esplicite: la grazia del particolare e unico uso della vernice spray lascia solo intravedere la drammaticità dei temi trattati, lasciando spazio a una visione di speranza. Novità della serie è l’utilizzo del marker, pennarello usato dai writers sulle superfici urbane, maneggiato con la solita eleganza che caratterizza l’artista. Gli orari di apertura sono i seguenti: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Le opere di Chat Norris a Un Altro Studio

Nato circa tre anni fa da un gioco tra amici in una chat, il progetto ‘Ai post l'ardua sentenza’ di Chat Norris (al secolo il centese Danni Poletti) allo spazio UAS - Un Altro Studio, in Via Capo di Lucca 12/a, prende forma dall’incontro tra linguaggio e immagine.

L’unione di nomi e cognomi di persone più o meno celebri genera nuovi soggetti, a cui corrispondono volti ibridi ottenuti esclusivamente attraverso l’accostamento di immagini esistenti.

Senza ricorrere a foto-ritocchi né a interventi di intelligenza artificiale, il lavoro dà vita a mash-up inattesi, in cui il gioco di parole si traduce in immagine, mettendo in discussione i meccanismi di riconoscimento e identità, ottenendo un risultato esilarante e sarcastico.

All’interno dello spazio espositivo verranno presentati 50 soggetti inediti, che si sommano ai 50 realizzati due anni fa sempre per Art City Bologna. Oltre a questo, il pubblico è invitato a partecipare attivamente: creando un mash-up personale in tempo reale insieme all’artista o confrontarsi con una selezione di altri 50 immagini, cercando di indovinarne il nome a partire dal volto generato.

Inaugurazione oggi dalle 18 alle 22 e domani apertura dalle 17 e fino a mezzanotte. Aperto anche domenica dalle 15 alle 20.

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