Bologna, 16 luglio 2026 – Fiumi, torrenti, laghi, cascate. Con le temperature che non hanno proprio intenzione di scendere, l’unica cosa che ci dà una sensazione di conforto è l’acqua. Per fortuna che il nostro territorio ha mantenuto tante destinazioni refrigeranti dove ci si può rifugiare almeno per un giorno, per un weekend, lasciando a casa il caldo bolognese. E scoprendo anche dei luoghi incantevoli dove poter fare passeggiate, perché basta salire in Appennino che il trend afoso fa dietrofront.
Le Cascate delle Colore a LoianoFino a qualche anno fa era davvero faticoso trovarle, non erano ben segnalate e ci si perdeva di continuo con il gps. Qualcuno potrebbe dire che forse era meglio, perché rimanevano un luogo solo per insiders del luogo, ma a dire la verità nemmeno in zona erano così celebri o quanto meno sfruttate.
https://www.ilrestodelcarlino.it/meteo/quanto-dura-caldo-allerta-meteo-emilia-romagna-lhhh3ii6Forse perché ci si perdeva comunque? Adesso, questo suggestivo salto d’acqua del torrente Zena, raggiungibile da Bologna in circa 50 minuti e da Loiano in 7 minuti (sono poco più di 4 chilometri) è segnalato e permette anche di scoprire un vecchio mulino, vicino al quale si può parcheggiare. Da qui in 15/20 minuti si arriva, imboccando il sentiero CAI 827 e camminando nel bosco. L’acqua ferruginosa crea un piccolo laghetto.
Quel baretto sul lago di Castel dell’AlpiIl lago di Castel dell'Alpi è un bacino naturale formatosi in seguito ad una potente frana che il 23 febbraio 1951 scivolò sino al letto del fiume Savena distruggendo la quasi totalità delle abitazioni, risparmiando solo l'antica chiesa e il campanile. E’ situato nell'alta valle del Savena, a circa 700 metri sul livello del mare ed è quindi è l'unico tra quelli della provincia di Bologna ad essersi formato in modo naturale: i laghi di Suviana, Brasimone e Santa Maria sono tutti artificiali. Già essere quassù porta refrigerio, se poi ci si siede al Bar Gelateria La Spiaggetta (via dei Mulini 7 D), con la vista sul lago, il tempo si fermerà per un po’. Gelati artigianali, colazioni, aperitivi e poi magari si fa una passeggiata bordo lago e si va a scoprire la Big Bench, ovvero la panchina gigante n.337 che offre un suggestivo panorama sul lago.
Mangiare, dormire, passeggiare a 1036 metriC’è un rifugio che va assolutamente visitato sul nostro Appennino. Si chiama Fantorno, è sul monte Oggioli e dista 5 chilometri da Monghidoro. Da lì potete partire per un trekking ad anello di livello medio, che vi porterà a scoprire la montagna. L'escursione classica tocca i ruderi dell'antica osteria, la suggestiva Via dei Presepi e la Croce dell'Alpe, offrendo splendidi panorami sulle prealpi e se la fate completa camminate per sei chilometri. Un punto da raggiungere è senz’altro la Croce dell’Alpe, un punto panoramico dotato di binocolo da cui, nelle giornate limpide, è possibile vedere fino alle Prealpi. Se riuscite nell’impresa potreste prenotare da dormire, ci sono 12 posti letto divisi in 3 camere da 4 letti e poi esplorerete la cucina che propone piatti della tradizioni e più creativi con materie prime eccellenti.
Bagnetti nel Sillaro, un grande classicoLa valle del fiume Sillaro è il grande segreto/non segreto dei bolognesi. Nel senso che, non essendoci vere indicazioni per le piccole spiagge di sassi con anse balneabili e cascatelle immerse nella natura, ognuno deve trovare il suo spot, magari chiedendo bene il chilometro di riferimento a cui fermarsi. Ed è consigliato segnarselo da qualche parte, altrimenti ogni anno vi ritroverete a cercare la destinazione. Lungo la via sorge anche l'area naturista ufficiale del Villaggio della Salute Più, dove si può unire il relax nel fiume a un grande parco acquatico termale.
A spasso nel castagnetoIl Bosco del Poranceto è un suggestivo castagneto secolare situato nel Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone (nel comune di Camugnano), a circa 50 minuti d'auto da Bologna. I sentieri all'interno del parco sono adatti sia per escursioni a piedi che in mountain bike e si può inoltre visitare il Museo del Bosco, che offre percorsi didattici sull'ecosistema locale e sulla secolare coltivazione del castagno. L’intera zona è attrezzata con aree di picnic, tavoli in legno e postazioni barbecue, ma se si cerca un posticino carino per una bevanda, un caffè o un pranzo, allora ecco Porancè, un piccolo e intimo bar-ristorante immerso nel bosco che offre piatti tipici della cucina casalinga dell'Appennino, come tigelle, crescentine e tortelli.
Cascate con salti mozzafiatoParliamo naturalmente delle Cascate del Dardagna, che sono sempre una grande meta per la frescura. Per vedere lo spettacolo delle cascate costituito da ben 7 salti, bisogna camminare lungo il torrente Dardagna che vi porta nel cuore di una lussureggiante natura e nel meraviglioso faggeto. Il cammino si può suddividere in due “tronchi”. Il primo (santuario di Madonna dell’Acero – ultima cascata) è facile e adatto a tutti, il secondo (ultima cascata – Cavone) è di media difficoltà.
https://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/la-strana-estate-spiagge-vuote-265be6c8Per iniziare il trekking è necessario arrivare in auto o con i mezzi pubblici a Madonna dell’Acero, dove potrete visitare il santuario e ammirare l’acero secolare dove la leggenda narra che sia apparsa la Madonna. Da qui, esattamente alle spalle dell’edificio, parte il sentiero CAI 331, un comodo e largo percorso che vi porterà ad ammirare la potenza della cascata. Questa prima parte è adatta a tutti, bambini e anziani compresi, non presenta difficoltà particolari o dislivelli importanti.