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Dal Giappone al Messico, il tour delle mostre aperte a Pasqua e Pasquetta a Bologna

Bologna, 4 aprile 2026 – È una stagione ricca di belle mostre è quella che stiamo vivendo in città. Alcune appena cominciate, altre verso la chiusura e quindi assolutamente da recuperare, se non c’è stato il tempo di visitarle, nei giorni di Pasqua o Pasquetta.

Gli ultimi giorni per vedere la mostra ‘Graphic Japan’ BOLOGNA ANTEPRIMA E CONFERNZA STAMPA DELLA MOSTRA “Graphic Japan. Da Hokusai al Manga”

’Graphic Japan-Da Hokusai al Manga’ chiude lunedì, 6 aprile, al Museo Civico Archeologico. Questa è la mostra che ha portato il Giappone accanto a piazza Maggiore, ma che non ci ha proposto l’ennesimo percorso – seppur sempre suggestivo – su Hokusai e Ukiyo-e. Si è infatti giocato su aspetti dell’arte giapponesi meno noti ai più, come ad esempio la produzione magnifica di stampe: la prima sezione è un tuffo nella meraviglia, nella dedica alla Natura, intesa come costellazione di simboli, metafore, codici stagionali, passando da immagini di ’fiori e uccelli’ (kachoga), a quelle di acqua e onde, di luna, vedute del Monte Fuji come motivi ricorrenti, stilizzati e reinterpretati prima nelle stampe policrome Edo, poi nei volumi illustrati di modelli del periodo Meiji, e infine nei poster pubblicitari del Novecento nelle arti applicate dei kimono, dei ventagli, dei vasi e della ceramica.

John Giorno al MAMbo BOLOGNA. Art City White Night 2026 Nella foto: il Mambo (con la mostra John Giorno: The Performative Word) Foto di Massimiliano Donati / Fotoschicchi

Si chiude il 3 maggio al MAMbo ’John Giorno: The Performative World’, mostra dedicata al magnetico poeta e performer che ha trasformato la parola in forma d’arte e dove l’installazione centrale è la sua celebre ’Dial a Poem’, una serie di telefoni neri d’epoca, dove digitare un numero e ascoltare poesie dalla voce di William Burroughs, Patti Smith, Allen Ginsberg, Amiri Baraka e poeti da tutto il mondo. Parte dell’esposizione è poi dedicata a ’Perfect Flowers’, una serie di tele dai colori vibranti che riportano alcuni versi dedicati ai fiori e alle loro qualità.

Banksy a Palazzo Fava

’Banksy Archive 01. The School of Bristol 1983-2005’ si è invece aperta da poco a Palazzo Fava e anche questo allestimento è un nuovo sguardo sulla storia del più grande artista contemporaneo controcorrente, perché racconta le sue radici attraverso la street art e la cultura di Bristol, fino a portarci nella sua produzione iniziale più conosciuta.

La mostra dedicata a Frida Kahlo a Palazzo Pepoli

Un punto di vista alternativo è anche quello alla base della mostra dedicata a Frida Kahlo che a Palazzo Pepoli si può indagare attraverso gli occhi di dieci celebri fotografi. Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Julien Levy, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham, Leo Matiz, Bernard Silberstein e Graciela Iturbide, che ce la restituiscono artista, attivista, donna, e soprattutto icona nell’esposizione ’Frida Kahlo. Lo sguardo come identità’. Kahlo è diventata negli anni Ottanta del Novecento una vera e propria icona, ma quanto ha contribuito lei stessa, si chiedono i curatori di Ono Arte, a creare il suo mito?

’Viva Varda! Il cinema è donna’ alla Galleria Modernissimo

Si scende invece nei sotterranei della città per incontrare le gesta di una regista che con Bologna ha avuto una bella amicizia: Agnes Varda è celebrata in ’Viva Varda! Il cinema è donna’ alla Galleria Modernissimo, attraverso cimeli, film, manifesti, diari, storyboard, costumi.

Gli scatti di Saul Leiter a Palazzo Pallavicini

Avete voglia di fotografia d’autore? Seguite gli scatti di Saul Leiter a Palazzo Pallavicini, e troverete ispirazione in ’Una finestra punteggiata di gocce di pioggia’. Mentre i suoi contemporanei cercavano di catturare la grandezza e la modernità di New York, Leiter ha intrapreso una strada radicalmente diversa. Ha trasformato i momenti quotidiani in composizioni liriche e intimiste, trovando poesia nel vapore che sale dai tombini, negli ombrelli sotto la pioggia e nei riflessi delle vetrine, un realismo fiabesco composto da persone, oggetti, strade, pioggia, neve, elementi più sbirciati che osservati.

La mostra sulla Lambretta al Museo del Patrimonio Industriale

E se poi la Pasqua vi ispira leggerezza, allora fa per voi la mostra sulla Lambretta al Museo del Patrimonio Industriale che nasce dalla collaborazione con collezionisti e appassionati del territorio che hanno fornito anche documentazione e testimonianze personali evidenziando il ruolo del Lambretta Club Bologna, la cui Squadra Corse negli anni Sessanta fu spesso vincente in tutte le specialità. In esposizione 8 modelli di grande interesse tecnico e storico.

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